Cattedre e valutazione delle scuole: inscindibile unità di fondo

Il mio secondo articolo su Imille:

http://www.imille.org/2012/09/cattedre-valutazione-scuole-inscindibile-unita-di-fondo/

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Preparazione al concorso

Quando ho scoperto che sarebbe stato bandito un concorso, mi sono messo a studiare le mie materie. Poi, sentendo di quiz uguali per tutte le classi di concorso, mi sono buttato sulla didattica e la pedagogia.

Adesso faccio quiz di logica e calcolo matematico, anagrammi, sinonimi e comprensioni del testo. Ho scoperto con questo che non mi ricordo quanto misura un ettaro, né in metri né in are.

Però sento che mi sto allontanando dallo scopo fondamentale: dimostrare che sono un buon insegnante.

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Al concorso, al concorso!

Uno pensa che annunciando un concorso a dicembre 2011 e bandendolo a settembre 2012, il ministero abbia avuto il tempo di definire tutti i dettagli, tutti gli snodi e tutte le modalità. Invece in nove mesi, il tempo che serve per fare un bambino, dobbiamo aspettare gli annunci oracolari dei sottosegretari o le interviste smozzicate del ministro.

Il ministro che ha voluto definirsi il nostro generale ha appena aperto la scatola del risiko, e sta confondendo i carrarmatini.

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Gotor, la scuola, il merito e i dottorati.

Oggi Miguel Gotor su Repubblica (ed. cartacea) interviene sul concorso per insegnanti. Gotor mette a frutto la sua esperienza col precedente concorsone  per trarre alcune conclusioni valide su alcuni problemi pratici relativi alle commissioni (anche se è curioso che le commissioni d’esame siano in capo agli universitari, che nella scuola non ci stanno…).  Per altri aspetti, però, mi sembra che Gotor si attardi su alcuni vecchi luoghi comuni che sarebbe bello cominciassimo a ridiscutere, almeno in certe aree della sinistra (il resto del mondo lo ha già fatto).

Il merito: Gotor è tra quelli che vivono una serena valutazione dell’operato di un lavoratore come un’intollerabile vessazione. Ci si dovrebbe ricordare, però, che il “merito” non è un’ubbia liberista, ma uno strumento di tutela degli studenti.

Il pedagogismo: è una categoria troppo vaga. E’ come prendersela con la “televisione”: stiamo parlando dei talk shows o dei documentari della BBC? Nei suoi termini vaghi Gotor, oltre a ricordare alcune uscite della Gelmini, finisce per accomunare nel giudizio negativo anche una tradizione di studi preziosa di cui dovrebbe pur sapere qualcosa, insegnando Storia Moderna a Scienze della Formazione a Torino.

Sui dottorati: ci sarebbe da fare un po’ di chiarezza. Un tempo, quando non c’erano SSIS e graduatorie, aveva forse anche senso tenerne conto. Oggi no. Finché le SSIS non sono state chiuse, un giovane laureato si trovava di fronte ad una scelta: i prossimi anni li passo ad addottorarmi o ad abilitarmi per l’insegnamento?”. Chi ha scelto di fare la SSIS ha quindi fatto una chiara scelta di campo, dicendo: “Io voglio insegnare!”. Chi invece ha scelto il dottorato ha detto: “Insegnare nella scuola non è la mia prima scelta”. Sarebbe strano, ora, privilegiarlo.

Che il dottorato sia da considerarsi qualcosa di diverso dall’insegnamento scolastico lo rivela il fatto infatti che questo non è abilitante: anche se si è fatto il dottorato, poi si doveva comunque passare dalla SSIS e mettersi al pari degli altri colleghi. E in questo c’è una ragione: il dottorato è funzionale ad un tipo di carriera, quella accademica, completamente e radicalmente diversa da quella della scuola. La correlazione dottorato-insegnamento è un fatto soltanto italiano, peraltro.

Se si presume poi che il dottorato offra il modo di diventare un insegnante migliore (come fosse, per dire, un corso d’aggiornamento), allora questo dovrebbe emergere dalle prove d’esame, senza regolament ad hoc. Anzi: qualora due prove d’esame, una di un addottorato e una di un semplice abilitato, risultino poi più o meno equivalenti nella correzione, per il dottore di ricerca, quello che dovrebbe avere “una marcia in più”, tale equivalenza dovrebbe essere motivo di vergogna: “Ma come! hai studiato sodo per tre anni e non vai meglio del tuo collega soltanto abilitato!?”.

In realtà l’argomento di Gotor è più grave: i dottori di ricerca dovrebbero essere assunti, dice, altrimenti emigrano e noi perdiamo cervelli. Gotor non si accorge della tripla gravità della cosa: da un lato scarica il fallimento delle università sulle scuole, poi mostra di considerare le scuole come un ammortizzatore sociale ed infine sembra considerare l’insegnamento ancora in chiave gentiliana: scegliamo uno che sappia tantissime cose, anche le più astruse, poi, per osmosi, il suo sapere si riverserà sugli studenti. Ecco, no, grazie.

In conclusione: se crediamo nel concorso, entriamo nella sua ottica. Il quid del concorso non è in titoli ed anzianità (per questo ci sono le graduatorie -e non hanno selezionato in maniera valida), bensì nel mettere alla prova concreta l’insegnante. Vediamo non quali carte si porta appresso un insegnante, ma cosa sa fare. Ma forse, parrebbe da alcune dichiarazioni, questo il Ministro l’ha già capito benissimo. Sarebbe un gran bene.

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L’Ancien Régime

Profumo ha deciso di non far sapere chi ha stilato i quiz del tfa. Malissimo.

Il principio cardine su cui si dovrebbe reggere uno Stato moderno è quello della trasparenza e della responsabilità.

Per quali ragioni non si dovrebbe sapere chi ha preparato questi test infami? Non è lecito sapere. Quali diritti verrebbero resi nel rendere noto che Tizio e Caio hanno fatto un pessimo lavoro? Nessuno.

Siamo ancora sudditi.

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Del concorso ed altre chimere

Oggi Marco Rossi Doria ha aggiornato il suo blog. Parla di diverse cose, ma ero in modalità cmd+F e sono subito andato a cercare il concorso.

Ecco, lo stanno preparando. Il bando. Ricordo che se n’era parlato a fine 2012, e che a gennaio avremmo avuto notizie precise. Ad aprile ci fu un intervista a Profumo. Poi a maggio si disse che a luglio ci sarebbe stato il bando. Ad agosto ci arriva un allegro “Ci vediamo a settembre!”.

Non voglio sembrare retorico o rivendicazionista o lamentoso. Ma non è così che si fa. Studiare e prepararsi per un concorso di cui non si sa nulla, ma proprio nulla, è avvilente. Quando? Boh. Come? Speriamo non come i TFA. Con quale approccio? Ah, ma si simulerà una lezione. E cosa vuol dire? Non si sa.

E se cade il governo?

Nel frattempo si fa come si è sempre fatto nella vita professionale di chi lavora nella scuola italiana: si evita accuratamente qualsiasi programmazione -di vita, di studio, di lavoro- che sia al di là dei sei mesi, si fa quel che intuitivamente ci si potrebbe poi pentire di non aver fatto (studiare vagamente tutto lo scibile delle proprie materie), e aspettare.

“Professor Drogo, attenti!” “No, riposo”.

Rossi Doria è uno bravo, com’è possibile che si presti a tutto questo? Secondo me stanno perdendo tempo per capirci qualcosa nel casino dei TFA, che dovendo partire col prossimo anno accademico avranno la precedenza assoluta. Poi saranno impegnati (la mia immaginazione ferve cercando di capire cosa avvenga dietro le spalle dei severi guardiani delle porte ministeriali) a mercanteggiare forme, modi, precedenze, canali, esenzioni e privilegi del prossimo concorso. E questo richiede tempo.

D’altronde non c’è un modo semplice per fare un concorso a distanza di 14 anni dall’ultimo, e con una situazione di completa anarchia. Ma allora forse il problema è proprio questo, e sono costretto a ripeterlo una volta di più…cessate questa follia. Smettete di pensare che la scuola possa essere gestita come una marcia lungo i fori imperiali. Non siamo coorti, siamo insegnanti. Lasciate che le scuole facciano il loro lavoro e non vogliate governare tutto dal centro: è una fatica che non vi meritate. Non ostinatevi.

Basta, vado a studiare.

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Una proposta per i TFA

Quest’articolo su imille offre una prospettiva un po’ diversa sui TFA. Bisogna ancora ragionare un po’ sui numeri, ma secondo me si può sviluppare utilmente.

In particolare, dalla maniera in cui le scuole dovrebbero e potrebbero strutturare i loro TFA, potrebbero nascere molti miglioramenti, da molti punti di vista.

E bisogna anche pensare ad una prospettiva europea…

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